Guida al contratto di locazione a uso foresteria

Cosa bisogna sapere sui contratti di locazione a uso foresteria

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Il contratto di locazione a uso foresteria è una particolare tipologia di contratto che non rientra nella disciplina della Legge n.431/1998 sulle locazioni abitative ma fa riferimento alla normativa sulle “locazioni completamente libere” disciplinate dagli art. 1571 e successivi del Codice Civile.

Con il termine foresteria si fa riferimento a una particolare tipologia di alloggio utilizzato per far soggiornare temporaneamente una persona in un determinato luogo.

Il classico esempio è il caso di un’azienda che, in occasione dell’apertura di una nuova filiale, prende in locazione un appartamento da destinare a uno dei dipendenti, per un periodo di tempo limitato.

Le principali caratteristiche del contratto di locazione a uso foresteria

Il contratto di locazione a uso foresteria è una particolare tipologia di contratto in cui il conduttore (o locatario) non è colui che occupa fisicamente l’immobile, ma la società o l’ente che ha provveduto a stipulare il contratto. Solitamente ha la caratteristica di essere di tipo transitorio e libero, ossia senza vincoli.  Sono infatti i singoli contraenti che concordano le condizioni del contratto, il deposito cauzionale, la sua durata e il canone.

Secondo quanto stabilito dall’art.1573 del Codice Civile, “la locazione non può stipularsi per un tempo superiore ai 30 anni. Se stipulata per un periodo più lungo o in perpetuo, è ridotta al termine suddetto”.

I contenuti sono analoghi a quelli di qualsiasi tipo di contratto di locazione:

  • l’anagrafica dei contraenti;
  • i dati dell’immobile (ad es. tipologia, numero di vani, presenza di garage);
  • le informazioni relative all’immobile (se in buono stato ad esempio);
  • le condizioni contrattuali;
  • la durata e le modalità di restituzione dell’immobile;
  • la stima del valore del bene (per i casi in cui è necessario un risarcimento danni);
  • le firme e la data di sottoscrizione del contratto;
  • una nota in cui si specifica che i locali saranno abitati da una terza persona (o più persone nel caso in cui nel contratto si specifica che quell’immobile verrà abitato da più persone nell’arco di un determinato periodo di tempo);
  • la clausola in cui si specifica che tutti i danni provocati all’immobile dovranno essere risarciti da colui che vi ci abita.

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