Le novità della Legge di Stabilità 2015

La Legge di Stabilità 2015 e le principali novità per i cittadini italiani

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La nuova Legge di Stabilità 2015, presentata il 15 Ottobre al Governo dal Consiglio dei Ministri e firmata dal Presidente della Repubblica il 24 Ottobre scorso, prevede una serie di misure relative al mondo del lavoro, tagli al cuneo fiscale e soprattutto alcune novità in tema IVA.

I punti principali del disegno di legge

Tra i principali temi affrontati segnaliamo quelli maggiormente significativi per i cittadini:

  •  Fondo per la realizzazione del Piano La Buona Scuola: l’obiettivo è dotare il nostro Paese di un sistema di istruzione scolastica caratterizzato da un rafforzamento dell’offerta formativa e da un potenziamento del corpo docenti. Si prevede un fondo di 1000 milioni di euro per il 2015 e di 3000 milioni di euro dal 2016;
  • Stabilizzazione del bonus di 80 euro : viene confermato il bonus introdotto dalla precedente legge nei casi in cui “l’imposta lorda determinata sui redditi sua di importo superiore a quello della detrazione spettante compete un credito rapportato al periodo di lavoro nell’anno che non concorre alla formazione del reddito di importo pari a:
    • 960 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro;
    • 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 24.000 euro ma non a 26.000 euro. Il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di
    • 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro.”
  • Detrazione del costo del lavoro da Irap: la componente lavoro diviene deducibile dall’imponibile Irap ma viene cancellato il taglio del 10%, introdotto precedentemente con un ritorno dell’aliquota al 3,9%;
  • Tfr in busta paga: il Tfr sarà versato in busta ogni mese e sarà assoggettato a tassazione ordinaria. Occorre lavorare per almeno 6 mesi e sono esclusi dalla riforma i lavoratori pubblici, quelli domestici e quelli del settore agricolo;
  • Ecobonus e ristrutturazione: prorogato al 2015 lo sconto del 65% per interventi di efficienza energetica e del 50% per le ristrutturazioni. Approvato anche il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici;
  • Sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato:  ai datori di lavoro privati (con esclusione del settore agricolo, per i contratti di apprendistato e quelli per il lavoro domestico) a partire dal 1 gennaio 2015 e per contratti stipulati entro il 31 dicembre 2015, viene riconosciuto  per un periodo massimo di 3 anni, l’esonero al versamento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060€ su base annua;
  • Misure per la famiglia (bonus bebè): viene introdotto un bonus per i figli nati o adottati dal 1 gennaio 2015 ed è valido per 3 anni. L’assegno sarà di 960€ e non concorre alla formazione del reddito complessivo.

A queste misure si aggiunge anche l’eventuale aumento dell’IVA che potrebbe scattare a partire dal 2016. Clausola introdotta per far sì che la Legge riscuota l’approvazione dell’UE in termini di coperture e che aumenterà nel caso in cui non vi siano ulteriori interventi in merito alla riduzione delle spesa pubblica.  L’IVA potrebbe pertanto salire a quota 24% (con il rischio di arrivare al 25,5% nel 2018) con ulteriori ritocchi all’aliquota agevolata che passerebbe dal 10% (per fare un esempio: è l’Iva che si paga quando si va al bar) al 12% (e al 13% nel 2017).

Per maggiori approfondimenti si rimanda al sito del Governo.