Processi INPS: stop se inferiori a 501 euro

di Bruno Benelli

Anche la Corte costituzionale si “allea” con la legge n.111/2011 nella parte in cui dichiara l’estinzione di diritto dei processi in materia previdenziale nei quali sia parte l’Inps, pendenti in primo grado alla data del 31 dicembre 2010, quando sono di valore non superiore a 500 euro.

La legge dispone quanto segue: “I processi in materia previdenziale nei quali sia parte l’Inps, pendenti nel primo grado di giudizio alla data del 31 dicembre 2010, per i quali, a tale data, non sia intervenuta sentenza, il cui valore non superi complessivamente euro 500,00, si estinguono di diritto, con riconoscimento della pretesa economica a favore del ricorrente. L’estinzione è dichiarata con decreto dal giudice, anche d’ufficio.”

In sostanza per realizzare l’effetto estintivo del contenzioso, occorre il verificarsi contestuale delle seguenti quattro condizioni:

1) per l’ambito previdenziale (e assistenziale) della controversia occorre riferirsi alle materie di cui all’art. 442 c.p.c., e a tutte le controversie che tecnicamente hanno natura previdenziale;
2) l’Inps deve essere parte in causa;
3) il processo deve essere pendente alla data del 31 dicembre 2010 (fa fede la data del deposito del ricorso) ma non deve essere ancora stata pronunciata sentenza;
4) il valore della controversia deve essere complessivamente non superiore a 500 euro.

 

Attenzione: in questo caso le spese del processo restano a carico delle parti che le hanno anticipate.

La disposizione, che ha finalità deflattiva del contenzioso, con particolare riferimento a quello in materia agricola, riveste notevole rilievo per l’Inps, ma il Tribunale di Lucera (Fg) ha sollevato questione di legittimità costituzionale, ora rigettata dalla Consulta con ordinanza 158/2014.

Scampato il pericolo, Inps inviata i propri uffici a eseguire tempestivamente i decreti di estinzione emessi dai giudici di primo grado.