Inabili INPS: aumenta l’assegno di assistenza

di Bruno Benelli

Riflettori puntati sulla pensione di inabilità che l’Inps paga ai lavoratori totalmente invalidi, perché c’è una novità in tema di assegno di assistenza; la novità proviene dall’Inail che ha rivalutato, a decorrere dal mese di luglio 2014, l’importo dell’assegno per assistenza personale continuativa, che la legge prevede per gli infortuni assistiti dall’Inail, ma anche per i pensionati inabili Inps.

Il lavoratore, che paga i contributi, ha diritto, se diventa invalido al 100%, alla pensione di inabilità.

Per questo tipo di pensione – che non deve essere confusa con le pensioni di inabilità riconosciute agli invalidi civili – bisogna avere determinati requisiti:

1) assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi tipo di lavoro per infermità o difetto fisico o mentale;
2) almeno 5 anni di contributi di cui 3 negli ultimi cinque anni;
3) cessazione di qualsiasi lavoro e cancellazione da qualsiasi albo professionale dove si è iscritti.

In questi casi il calcolo della pensione Inps è molto vantaggioso, in quanto è riconosciuto un bonus nel senso che nel calcolo si aggiungono anche gli anni futuri e quindi alla quota di pensione ottenuta con i contributi versati si aggiunge una maggiorazione che è calcolata dalla decorrenza della pensione fino ai 60 anni di età (donne e uomini).

Con il bonus comunque non si possono superare i 40 anni di contributi.

Ma a queste cifre Inps può anche aggiungere – in alcuni ben specifici casi – un assegno di assistenza; quest’anno l’assegno è aumentato a 532,21 euro al mese, è pagato per 12 mensilità per un totale di 6.386,52 euro, e viene riconosciuto alle persone che non solo sono inabili ma che in aggiunta:

a) non sono in grado di camminare senza accompagno,
b) oppure non sanno svolgere gli atti quotidiani della vita (alzarsi da letto, lavarsi, vestirsi, mangiare, ecc.).

Se il pensionato è ricoverato gratis Inps non paga più l’assegno.