Scuole europee arretrate: i ragazzi non utilizzano i sistemi digitali

Varato il progetto europeo che vuole far implementare l’utilizzo delle tecnologie nelle scuole

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Si chiama “Opening up Education” ed è il progetto lanciato dalla Commissione Europea al fine di incrementare l’utilizzo di tecnologie digitali nelle scuole dell’UE che, ad oggi, risultano fortemente arretrate.

Ben il 60% dei bambini di 9 anni frequenta istituti scolastici ancora non dotati di tecnologie digitali (come ad esempio un sito web, la mail per comunicare con le famiglie e ambienti interattivi per i ragazzi).
Così come il 20% degli studenti di scuole secondarie non ha mai utilizzato un computer o qualsiasi altro strumento digitale in classe.
E, il 50-80% degli studenti dell’Unione Euopea ancora non usa libri di testo digitali, sistemi di podcast o broadcast e giochi didattici.

Dati preoccupanti se si considera che ormai, buona parte dei lavori del futuro, saranno fortemente orientati allo sviluppo e all’evoluzione tecnologica. Il progetto, accessibile anche dal sito Open Education Europa, consentirà ai ragazzi, ai docenti e a tutti coloro che operano nel settore di condividere le risorse in maniera gratuita rendendole accessibili a tutti. Tre sono i livelli chiave del progetto:

  • Dare la possibilità di implementare le conoscenze in campo ITC da parte dei docenti;
  • Migliorare le infrastrutture digitali;
  • Far sì che si crei un database di risorse gratuite e accessibili a tutti

Inoltre, si auspica che entro il 2020 tutte le aule saranno digitalizzate e gli .studenti potranno studiare attraverso nuovi sistemi di appendimento e condivisione del sapere. Tutto dipende dalla buona volontà dei singoli Paesi. Basti pensare che in Italia si è deciso di rinviare al 2015 (inizialmente era stato fissato al 2014) l’obbligo da parte delle scuole di adottare gli ebook. Ancora fortemente in ritardo rispetto a paesi come la Lettonia, la Lituania e la Repubblica Ceca dove oltre il 90% degli scolari ha la possibilità di accedere a dispositivi digitali e tecnologie evolute, il doppio rispetto a paesi come la Grecia e la Croazia (che si attestano al 45%).

Ovviamente, per garantire che la formazione si adegui alle esigenze internazionali è stato affiancato un progetto, Erasmus+, che vuole fornire i finanziamenti necessari agli istituti di istruzione e formazione per incrementare gli apparati tecnologici e per sostenere la formazione adeguara dei docenti tramite corsi online aperti a tutti.
Questo progetto si colloca perfettamente nell’ambito della Grande coalizione per l’occupazione nel settore digitale, una piattaforma che ha come obiettivo riuscire a coprire i 900 000 posti vacanti nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.